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La matematica guida gli hedge fund

14/07/2017

La matematica guida gli hedge fundGli algoritmi stanno continuamente guadagnando terreno nell’industria dei fondi a gestione alternativa. Analizziamo in breve i vantaggi gestionali e operativi e i potenziali rischi derivanti da questo nuovo trend

In parole semplici, il compito dei quants consiste nell’utilizzare modelli matematici e statistici per valutare le quotazioni e i rischi degli strumenti finanziari. Il lavoro degli esperti non si ferma qui e richiede anche una conoscenza approfondita del mix programmazione/finanza.

I fondi a gestione alternativa o hedge funds che si basano su questa modalità d’investimento – utilizzando algoritmi matematici- hanno registrato flussi di denaro in entrata per 4.600 mln di usd nel primo trimestre dell’anno. Nello stesso lasso di tempo, i deflussi che hanno interessato il segmento degli hedge fund hanno toccato quota 5.500 mln di usd. I fondi a gestione alternativa ricorrono sempre più spesso a matematici, informatici e fisici per sviluppare modelli di gestione quantitativa capaci di sostituire le vecchie modalità di costruzione dei portafogli.

Per anni il mercato ha speculato sulla possibilità che i traders specializzati nell’elaborazione dati piuttosto che nell’analisi economica sarebbero riusciti a conquistare una fetta importante del mercato. Ebbene quel giorno sembra essere arrivato se osserviamo il peso dei quants e dei loro algoritmi sul mercato azionario statunitense.

Ma chi è il quant? E’ un esperto di analisi dati e della gestione delle informazioni quantitative. Si tratta per lo più di laureati in fisica, matematica e informatica che hanno deciso di imparare a navigare nel mondo della finanza. Stando ai dati raccolti da ‘The Wall Street Journal’, i quants avrebbero raddoppiato la propria quota di mercato sul totale delle transazioni di titoli di rischio (azioni), passando dal 14% controllato nel 2013 a circa il 27% dell’attualità.

In tutti i casi, il successo dei quants non è una semplice moda: i computer che eseguono gli ordini di acquisto/vendita basandosi sui modelli messi a punti da questi professionisti stanno battendo, in molti casi, i portafogli costruiti dagli esperti della finanza. Secondo il ‘The Wall Street Journal’, negli ultimi anni gli hedge funds gestiti dai quants hanno ottenuto performance medio annue del 5,1% rispetto alla media annua del 4,3% registrata dall’intero comparto dei fondi a gestione alternativa. Il trend ha trovato conferma anche nel primo trimestre del 2017, con gli strumenti gestiti dai quants in grado di generare un rendimento del 3% rispetto al 2,5% degli hedge funds.

Gli editorialisti del ‘The Wall Street Journal’ sostengono che i quants hanno tratto enormi benefici dalla forze che hanno trasformato i mercati negli ultimi anni. In particolare l’adozione di una normativa più restrittiva avrebbe comportato maggiori vincoli ai money manager e minori chance di entrare in possesso di informazioni relative ai manager che gestiscono le aziende (una variabile chiave nella selezione dei titoli da inserire in portafoglio per i gestori tradizionali). L’altro vantaggio è ovviamente di tipo numerico: i quants hanno a disposizione un oceano di dati sull’economia globale e la finanza (e sono capaci di sviluppare modelli in grado di analizzarli nel dettaglio).

Tuttavia, la diffusione dei quants implica un rischio poco avvertito dagli investitori: cresce a ritmi esponenziali la probabilità di disporre di algoritmi similari e il rischio che, in un mercato alterato e distorto, questi strumenti finiscano con l’aggravarne le distorsioni. In altre parole, fino a quando i listini continueranno a performare bene, i rischi derivanti dalla diffusone di algoritmi similari non faranno sentire i loro potenziali effetti negativi.

A cura di: Rocki Gialanella
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