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La forza della Borsa di Lisbona

18/10/2017

ll PSI20, il principale indice azionario della Borsa di Lisbona, è tra i best performer europei da inizio anno. Nei primi nove mesi dell’anno, l’indice accumula un rendimento del 13%, superiore all’8,5% del Cac 40 e al 9% del Dax e dell’Ibex 35

A sei anni dalla richiesta di salvataggio formulata dall’allora primo ministro José Sòcrates al Fmi e al Meccanismo Europeo di Stabilità Finanziaria, l’upgrade di Standard and Poor’s si traduce nell’abbandono del segmento junk, nel ritorno nel gruppo degli investment grade e delle economie considerate stabili. Il giudizio formulato dall’agenzia di rating ha messo a tacere anche la maggior parte del consensus, internazionale, nettamente orientato verso un’ulteriore caduta del Portogallo.

Le stime sull’economia portoghese sono state riviste al rialzo da molte società d’investimento, in scia al maggiore apporto offerto dalle esportazioni e ad una ripresa –più rapida del previsto- degli investimenti. Le buone notizie non si limitano ai risultati realizzati in termini di crescita economica, ma estendono il loro raggio d’azione alle finanze pubbliche. A giugno la Commissione Europea ha formalizzato l’uscita del Portogallo dalla procedura per eccesso di deficit, dopo che il governo di Lisbona ha comunicato di aver archiviato il 2016 con un rapporto deficit/Pil al 2%, un dato nettamente più basso rispetto al 4,4% registrato nel 2015 e al 7,2% del 2014.

Questo insieme di buone notizie sta alimentando la componente fondamentale per spingere gli investimenti in asset lusitani: la fiducia riposta dagli investitori nel futuro del paese e nella sostenibilità dei conti pubblici. Tuttavia, le attuali quotazioni raggiunte sia dai titoli di stato che dalla Borsa, vengono considerate adeguate al livello di rischio che si accolla chi vuole puntare sul paese. In altre parole, per quanto riguarda i government bond, lo spread rispetto al Bund tedesco decennale rispecchierebbe correttamente il rischio. Per quanto riguarda la Borsa, l’indice PSI20 presenta un ratio P/e leggermente superiore a 18,9, un livello che non indica una sottovalutazione della Borsa domestica e che rappresenta un invito alla selettività e alla prudenza.

Nel corso del 2017, gli investitori hanno dimostrato di guardare con interesse alle sorti degli assets portoghesi. Il trend ha subito un’ulteriore accelerazione dopo che, contro ogni pronostico, l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha optato per una promozione del livello di affidabilità creditizia e dell’outlook del paese.

Il mercato, sia quello del reddito fisso sia quello dei titoli di rischio, non se lo è fatto ripetere due volte e si è lanciato con determinazione nell’acquisto di assets lusitani. Il risultato di questo rinnovato appetito per i bond portoghesi è confermato sia dalla sensibile riduzione del rendimento dei titoli di stato decennali di Lisbona (attualmente prossimo al 2,5%) sia dalla crescita della quotazione dell’indice azionario domestico.

Tra i titoli più gettonati dai gestori di fondi comuni d’investimento troviamo Sonae (holding con un modello di business orientato all’estero che dovrebbe beneficiare della forte espansione economica sperimentata dal paese); BCP ( titolo bancario che si sta comportando bene, ma sul quale pesano i dubbi sulla gestione dei crediti inesigibili e sull’esposizione in Mozambico); EDP e Galp tra le energy companies e le utilities.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: psi20, portogallo, deficit, fondamentali
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