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BlueBay: nuovo taper tantrum in arrivo? Meglio prepararsi

Le Banche centrali sono preoccupate del movimento rialzista dei rendimenti obbligazionari e potrebbero decidere di rendere progressivamente meno accomodante la loro politica monetaria, per tenere sotto controllo i rischi di un surriscaldamento.

18/03/2021

I movimenti dei rendimenti obbligazionari hanno continuato a catturare l’attenzione degli investitori, con i Treasury a 30 anni che sono saliti fino al 2,30%. I rendimenti Usa sono cresciuti di oltre 50 punti base dall’inizio del 2021, raggiungendo i massimi degli ultimi 12 mesi. Anche gli altri mercati globali si sono mossi in sintonia. La testimonianza di Jerome Powell al Senato è servita a rassicurare i mercati sul fatto che il FOMC è ancora ben lontano dal momento in cui intende iniziare a segnalare la rimozione degli stimoli monetari. Nella stessa ottica, Christine Lagarde aveva sottolineato che anche la Bce sta monitorando i movimenti dei rendimenti obbligazionari.

Il tema della reflazione resta valido

Questo scenario, secondo Mark Dowding, Cio di BlueBay, dà l’impressione che la velocità e l’ampiezza del recente rialzo dei rendimenti stiano preoccupando le Banche centrali e che queste siano intenzionate a intensificare la propria comunicazione verbale nei prossimi giorni, se i trend dovessero persistere. Nonostante ciò, il tema della reflazione (inflazione ‘pilotata’) resta valido e le iniziative sul fronte della politica fiscale potrebbero contare ancor più delle parole dei banchieri centrali. È comprensibile che la Fed sia incline ad evitare un tightening prematuro delle condizioni finanziarie, dato che ci troviamo ancora nel mezzo della pandemia, con un’elevata disoccupazione e un’economia i cui rischi sono più al ribasso che al rialzo.

Preoccupa il movimento rialzista dei rendimenti

Nel frattempo, il credito corporate ha avuto performance migliori finora a livello di spread. Tuttavia, sembra che ci sia una preoccupazione di fondo riguardo al fatto che, se il movimento al rialzo dei rendimenti dei Treasury non si affievolirà a breve, aumenteranno i rischi di un nuovo ‘taper tantrum’ (collera da frenata degli stimoli monetari) simile a quello del 2013, quando i mercati sono crollati dopo che la Fed ha annunciato che avrebbe ridotto i suoi acquisti di obbligazioni. Tuttavia, gli investitori sono proiettati al futuro e, da questo punto di vista, è ugualmente comprensibile che il numero di coloro che si aspettano rendimenti obbligazionari più elevati possa continuare a superare quello di coloro che sono in attesa di un rally sui mercati.

La Fed in mezzo al guado

Per la Fed parte del problema risiede nel fatto che, se promuovesse un messaggio troppo accomodante, i mercati potrebbero decidere di non crederci. A quel punto, secondo l’esperto, la sua credibilità potrebbe essere messa in discussione se i mercati dovessero vedere un aumento dell’inflazione e, allo stesso tempo, un calo della disoccupazione grazie a una crescita economica più solida. Sembra che oggi i rischi siano in aumento, ma per ora il sentiment sta resistendo. A riprova di questa tesi, osserva Dowding, abbiamo visto un’impennata nelle valutazioni di Churchill SPAC (Special Purpose Acquisition Company), la cui acquisizione di Lucid Motors ha piazzato una valutazione da 24 miliardi di dollari su un’azienda che non ha ancora venduto una singola macchina.

Eccesso di liquidità pronto a essere investito

Di certo il deal sembra buono, dato che questa capitalizzazione di mercato è doppia rispetto a quella di un’azienda automobilistica affermata come Renault. Dimostra comunque che c’è molta liquidità pronta a essere impiegata in nuove transazioni, come emerso dalle sottoscrizioni in eccesso nel PIPE (Private Investment into Public Equity) dell’operazione SPAC. I mercati privati continuano dunque ad essere surriscaldati. In generale, c’è la sensazione che la rotta dei rendimenti dei governativi determinerà la direzione più ampia del mercato. Le aspettative di base di BlueBay sono che ci possa essere una pausa del sell-off sui tassi, almeno per un po’. Se ciò accadrà, resteranno opportunità per sfruttare le posizioni sul credito corporate e sovrano e ci attenderemo una compressione.

Meglio prepararsi a una correzione, ‘just in case’

Tuttavia, se i fattori tecnici spingeranno ancora al rialzo i rendimenti e i commenti della Fed non riusciranno a placare l’azione sui prezzi, allora potremmo avere un marzo agitato. Speravamo di poter rimanere lunghi sugli asset rischiosi nella prima metà del 2021, per poi diventare più difensivi. Ciò potrebbe ancora verificarsi. Ci si chiede se la grande mossa nei tassi avverrà più avanti quest’anno. Da questo punto di vista, questo particolare mini-ciclo potrebbe essere già agli sgoccioli, con i tassi forward a 5 anni sui bond a 10 anni vicini al 2,5%. Tuttavia, prevedere le tempistiche è difficile e se i rendimenti Usa si muoveranno rapidamente verso l’1,75% sul decennale, allora non saremmo sorpresi di assistere a un crollo dell’S&P del 5% o più, in grado di innescare un ritracciamento dei bond corporate e dei mercati emergenti. Siamo fiduciosi che il tantrum possa essere evitato a marzo, ma pensiamo sia saggio prepararsi ‘just in case’.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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