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Confcommercio: il Misery Index peggiora in dicembre

14/02/2020

Confcommercio: il Misery Index peggiora in dicembreIn Italia il tasso di disoccupazione rimane elevato, mentre l’inflazione cresce più delle attese: un mix che comporta il peggioramento del disagio sociale percepito dai cittadini. È quanto emerge dal più recente Mic (Misery Index Confcommercio) che, nel mese di dicembre, è salito a un valore stimato di 17,9 punti, di quattro decimi di punto dai 17,5 segnati in novembre. Si tratta di una sensibile accelerazione, dopo il miglioramento (a 17,4 punti) registrato in ottobre e la stabilità (a 17,6 punti) vista nel bimestre agosto-settembre.

L’inflazione accelera all’1%

Il deterioramento, secondo la nota di Confcommercio, è derivato esclusivamente dalla componente relativa ai prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto, il cui tasso di variazione su base annua è passato dallo 0,4% all’1%. La dinamica dei prezzi, seppur leggermente sopra le attese, è sempre piuttosto contenuta (sui livelli di maggio 2019). Quello che però spicca, spiegano gli osservatori, è il fatto che queste rinnovate pressioni inflattive non derivano solo da impulsi estemporanei o da particolari voci del paniere, ma riflettono anche la componente di fondo.

Per quanto riguarda l’inflazione, questa, secondo gli analisti, potrebbe tornare a correggere leggermente la rotta dopo lo spunto di dicembre, di riflesso al ridimensionamento registrato nel frattempo dalla domanda a causa delle nuove tensioni internazionali. Allo storno dell’indice dei prezzi potrebbe contribuire anche la correzione tecnica attesa per alcuni settori, come quello dei viaggi e di alcune voci legate al turismo.

La debole congiuntura condizionerà i prossimi mesi

Il peggioramento dell’indicatore Mic registrato nell’ultimo mese dello scorso anno, inoltre, si inserisce in un contesto in cui i principali indicatori congiunturali evidenziano segnali d’indebolimento. “Questa situazione – secondo Confcommercio - non sembra destinata a migliorare nel breve periodo, con possibili effetti negativi sul mercato del lavoro, che ha già mostrato nella seconda parte del 2019 una minore dinamicità rispetto alla prima parte dello scorso anno”. Quindi, precisa la nota, la debolezza dell’economia, così come “il moltiplicarsi di elementi d’incertezza, potrebbero determinare nei prossimi mesi un peggioramento” dell’indice.

Disoccupazione stabile, ma resta elevata

A dicembre il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 9,8%, risultando invariato sul mese precedente (e comunque sotto il 9,7% di ottobre). Se vengono inclusi una parte dei sottoccupati tra i disoccupati, fermo restando il complesso delle persone presenti sul mercato del lavoro, la situazione si conferma ancora meno favorevole, con un tasso di disoccupazione pari all’11,3%. All’interno dei disoccupati, la componente relativa ai sottoccupati è stabile in termini congiunturali e in moderata diminuzione nel confronto annuo. Mentre, secondo la tabella di Confcommercio, la disoccupazione estesa (disoccupati, sottoccupati, scoraggiati, Cig) si attesa al 13,6% della popolazione attiva.

Aumentano le ore di Cig autorizzate

Il quadro del mercato del lavoro è tutt’altro che incoraggiante. In linea con quanto rilevato per quasi tutto il 2019, a dicembre le ore autorizzate di CIG hanno registrato un nuovo aumento tendenziale del 16,7%. Nel complesso, nell’intero anno è stato registrato un incremento del 20,2% rispetto al 2018. In termini di ore di CIG effettivamente utilizzate destagionalizzate e ricondotte a ULA (unità lavorative annue) la tendenza, sia in termini congiunturali sia su base annua, è di una moderata riduzione sulla base di una percentuale di utilizzo delle ore richieste lievemente inferiore rispetto all’anno precedente.

Dal lato degli scoraggiati, a fronte di un’invarianza sul mese precedente, nel confronto con dicembre del 2018 si evidenzia una diminuzione. Il combinarsi di queste dinamiche ha portato ad una stabilità del tasso di disoccupazione esteso su base mensile, e ad una riduzione di otto decimi di punto nel confronto annuo.

A cura di: Fernando Mancini
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