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Coronavirus: guida per gli investitori su rischi e conseguenze

13/02/2020

Coronavirus: guida per gli investitori su rischi e conseguenzeL’ondata emotiva scatenata sui mercati dal coronavirus ha messo in agitazione i mercati globali e la loro volatilità è destinata verosimilmente a continuare sul breve periodo, almeno fino a quando non si capirà la portata del suo impatto. Al momento è presto per valutarne le conseguenze perché non si conoscono ancora le caratteristiche e la capacità di diffusione dell’influenza, che potrebbero quindi cambiare molto velocemente. E così l’impatto complessivo e duraturo (o meno) del virus sull’economia in generale e sugli asset finanziari in particolare rimane incerto.

I tre fattori che occorre monitorare più da vicino

Secondo Christopher Kushlis, Asia sovereign analyst di T. Rowe Price, i fattori che occorre monitorare più da vicino sono:

  • tasso di diffusione dell’influenza
  • localizzazione del suo avanzamento
  • rischio di mutazione

Il numero di casi confermati aumenterà via via che le autorità miglioreranno la capacità di localizzare e diagnosticare la malattia e che le persone già infette inizieranno a mostrare sintomi. Tuttavia, Pechino ha implementato misure di contenimento aggressive i cui effetti (stabilizzazione del quadro nella provincia di Hubei) si incominciano a vedere. L’attenzione è rivolta anche ai casi fuori dall’area di Wuhan (il focolaio), mentre gran parte dei casi internazionali hanno riguardato persone che sono state a Wuhan e dati recenti mostrano che l’incidenza di nuovi casi fuori dalla Cina sta diminuendo.

I tempi di incubazione e il rischio mutazione

Non bisogna dimenticare, rileva Kushlis, che “il virus ha un periodo di incubazione compreso tra 1 e 14 giorni, quindi questo trend potrebbe cambiare”, determinando anche radicali cambi di scenario sia in Cina sia nel mondo. Per quanto riguarda il rischio mutazione, finora il numero di casi riportati e di decessi legati al coronavirus indicano che il suo tasso di mortalità è inferiore rispetto a quello della SARS. “Resta tuttavia il rischio che il virus - ammette l’analista - possa mutare in una forma più letale o diventare più facilmente trasmissibile da persona a persona”.

Settimane prima di avere la situazione sotto controllo

Sul breve termine, dopo la correzione accusata dai mercati nelle ultime settimane, l’esperto non prevede un rimbalzo significativo. “Ci vorranno – ammette Kushlis - probabilmente parecchie settimane prima che emergano segnali chiari che indichino che l’epidemia è sotto controllo e che i mercati possano valutare con certezza l’impatto sull’economia cinese e globale”. Per questo motivo suggerisce di “rimanere all’erta e monitorare in tempo reale le notizie che potrebbero provocare oscillazioni di mercato, mantenendo però uno sguardo di lungo periodo”.

Sul breve dominerà la volatilità

Borse -  Dopo l’ampia correzione vista da metà gennaio, la volatilità e la debolezza dovrebbero interessare ancora i titoli azionari nel breve termine. È probabile, sostiene Kushlis, “che la gravità dell’epidemia provochi come minimo un rallentamento a breve della crescita cinese, con ripercussioni in altre aree dell’economia globale”.

Obbligazioni - L’avversione al rischio sui mercati globali ha esercitato una pressione al ribasso sui rendimenti dei titoli di Stato 'core', come mostra la discesa ai minimi da ottobre dei rendimenti dei Treasury e dei Bund, “e rimarranno probabilmente bassi finché non vi sarà più chiarezza sulla diffusione del virus”. Le obbligazioni più rischiose, quelle dei mercati emergenti o societarie, potrebbero invece sperimentare una volatilità simile a quella dell’azionario.

Valute - Il potenziale impatto del coronavirus sulla crescita globale probabilmente influenzerà i mercati valutari, in particolare spingendo al ribasso il renminbi. D’altra parte, sostiene l’esperto di T. Rowe Price, “ci aspettiamo che la Banca Centrale cinese contribuisca a smorzare gli eccessi di volatilità in questo periodo. Infatti, la Cina probabilmente cercherà di evitare di sollevare obiezioni da parte delle autorità Usa nell’eventualità di un deprezzamento più marcato della valuta”.

Forte rimbalzo dell’economia cinese terminata la crisi

L’andamento della congiuntura sul breve, nonostante le misure di stimolo già adottate da Pechino per contrastare il panico, è condizionato. La diffusione del coronavirus ha, infatti, già raggiunto un livello tale da avere un impatto percettibile sull’economia locale. “Ci aspettiamo – ha affermato Kushlis - un calo significativo della crescita nel primo trimestre 2020 e potenzialmente in quelli successivi, se l’epidemia persiste”. Rispetto al 2003, quando si era diffusa la SARS, l’economia cinese è cambiata sotto molti aspetti. “Il settore dei servizi – ha spiegato - ha un peso maggiore sul Pil, di conseguenza l’impatto complessivo del coronavirus potrebbe essere superiore rispetto a quello della SARS. Tuttavia, prendendo la SARS ad esempio, vi è la possibilità che l’economia cinese rimbalzi con un tasso di crescita più elevato del normale una volta terminata la crisi”.

A cura di: Fernando Mancini
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