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La Svezia verso la revisione del target inflation

17/05/2017

Le autorità monetarie di Stoccolma hanno avviato la discussione relativa all’introduzione di un target inflation basato su una banda di oscillazione che sostituirebbe l’obiettivo del 2%

La Riksbank, la banca centrale svedese, sta studiando la possibilità di rimpiazzare il suo attuale target inflation del 2% con un nuovo livello obiettivo meno dipendente dai tassi d’interesse e un range che comprenda un’ampiezza di un punto percentuale al rialzo o al ribasso. L’annuncio è stato fatto dalla stessa Banca Centrale, che ha rinviato la decisione definitiva alla riunione del prossimo mese di settembre.

In tal modo, la Riksbank potrebbe mettere in marcia una petizione che negli ultimi anni sembra aver guadagnato terreno in alcuni paesi. L’idea base è quella di sganciare le decisioni sulla politica monetaria (costo del denaro) dall’andamento dell’inflazione.

L’istituzione svedese sostiene che negli ultimi anni l’Ipc ha rappresentato un punto di riferimento sempre più difficile da prendere in considerazione per manovrare le scelte di politica monetaria. L’assenza di una relazione reale tra le decisioni sui tassi d’interesse e l’andamento dell’inflazione genererebbe problemi di comunicazione in materia di politica monetaria. Da questo problema deriverebbe la necessità di dare un’impostazione diversa all’operato delle banche centrali.

La Riksbank studia di rimpiazzare l’attuale target inflation con l’Ipcf (indice dei prezzi al consumo con un tasso d’interesse fisso), che ha già utilizzato come obiettivo operativo, per poi procedere all’introduzione di un range di un punto percentuale al rialzo o al ribasso (a seconda del periodo storico). I vertici dell’istituto svedese hanno spiegato che l’ipotesi messa a punto è frutto della seguente considerazione: l’Ipc riesce a catturare gran parte dei movimenti dei consumi e mostra un buon livello di trasparenza, tuttavia, quest’indicatore non tiene conto della spesa per interessi.  Quando una banca centrale taglia il costo del denaro per aiutare l’inflazione a risalire la china, sta contemporaneamente frenando la stessa inflazione perché riduce la spesa per gli interessi.

Per questo motivo, l’istituto potrebbe –a partire da settembre- dare priorità all’Ipcf, che è una replica dell’Ipc accompagnato da un’integrazione: i prezzi che dipendono dall’andamento dei tassi d’interesse saranno oggetto di un provvedimento che ne freni gli effetti discorsivi sull’inflazione. Il procedimento non è semplice da spiegare ma la Riksbank ha dimostrato che in Svezia le fluttuazioni dei tassi sui mutui hanno un effetto diretto sull’inflazione. In tutti i casi, il nesso tra variazioni dei tassi sulle ipoteche e inflazione non è semplice da dimostrare e potrebbe trovare spazio solo in alcune economie.

I cambiamenti presi in considerazione dall’istituto centrale di Stoccolma non comportano alcuna variazione nella politica monetaria attualmente adottata. L’introduzione di un range di oscillazione dell’inflazione non implica l’adozione di un provvedimento simile per i tassi d’interesse. La Riksbank ha sottolineato che la proposta relativa all’introduzione di una banda d’oscillazione per l’inflazione è oggetto di discussione. L’eventuale applicazione di tale modalità sarà implementata nel corso della riunione di politica monetaria in calendario per la fine dell’estate.

A cura di: Rocki Gialanella
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