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La lunga trasformazione della Cina

01/06/2017

cina

Dopo anni di crescita economica esplosiva, molti analisti erano arrivati a pensare che la Cina fosse immune dalle tradizionali regole della teoria economica e finanziaria, e che questa espansione sarebbe durata per sempre.

Tuttavia, la crisi finanziaria del 2008 ha messo in evidenza che il boom economico del Dragone era fortemente dipendente dagli investimenti statali, e che se questo trend fosse proseguito il rischio di un collasso economico in stile giapponese sarebbe stato elevatissimo.

Di conseguenza, le autorità cinesi negli ultimi anni hanno deciso che il tasso di crescita avrebbe dovuto rallentare, e hanno avviato una serie di riforme con l'obiettivo di ribilanciare l'economia su un percorso più sostenibile di crescita basata sui consumi interni.

Come sta evolvendo questo processo? Quali sono le principali sfide economiche per la Cina nel corso del 2017?

 Secondo Ricard Torné, head of economic research e China senior economist di FocusEconomics, le principali sfide del colosso asiatico per quest'anno saranno ancora l'implementazione delle riforme economiche e la lotta agli squilibri macroeconomici, in un contesto di crescita che riesca a mantenersi sostanzialmente stabile. I maggiori rischi al ribasso per l'outlook economico della Cina sono rappresentate da una eventuale forte correzione del mercato immobiliare e dall'aumento di politiche protezionistiche a livello globale.

Stando alle dichiarazioni annunciate durante l'Assemblea nazionale del Popolo, quest'anno l'azione del governo si focalizzerà sulla riduzione delll'eccesso di capacità produttiva in alcuni settori, migliorando la corporate governance delle aziende di Stato e incoraggiando l'ingresso di capitali privati in particolare nei settori elettrico, ferroviario, petrolifero e del gas naturale.

Nel mercato immobiliare le autorità adotteranno un approccio a due velocità, incoraggiando gli acquisti di case nelle città dove non si è assistito a un aumento eccessivo dei prezzi e di converso introducendo restrizioni laddove i prezzi degli immobili si sono surriscaldati troppo.

Per contenere i crescenti rischi finanziari, il governo cinese sta adottando una strategia restrittiva "morbida" di politica monetaria. Ciò detto, le autorità continuano a stimolare l'economia attraverso una politica fiscale più accomodante, per assicurare che la crescita rimanga robusta. D'altro canto è probabile che verrà adottata una regolamentazione più severa per contrastare il fenomeno dello shadow banking, il sistema di credito parallelo che ha assunto ormai dimensioni spropositate, ma l'approccio sarà graduale, per evitare i rischi di un credit crunch.

In questo difficile e lungo percorso di trasformazione l'economia cinese negli ultimi anni ha anche iniziato ad aprirsi ai capitali esteri ma, come spiega ancora Torné, la strada è ancora lunga. Affinchè questo passaggio si realizzi con successo è necessario accelerare la competizione nel settore finanziario, consentendo ai meccanismi del mercato di avere un ruolo più decisivo nelll'allocazione dei capitali e permettendo una maggiore flessibilità del tasso di cambio.

Il consensus degli analisti prevede che l'economia cinese crescerà nel 2017 ad un passo intorno al 6,5%, ci si può chiedere cosa succederà se questo target non verrà raggiunto. Per preservare una certa stabilità sociale le autorità cinesi hanno bisogno di mantenere un basso tasso di disoccupazione e fare in modo che la popolazione possa in qualche modo beneficiare della crescita stellare del Dragone. Ciò significa che non consentiranno una contrazione troppo forte dell'economia, che potrebbe innescare disordini sociali e minacciare l'egemonia del Partito Comunista al potere. Di conseguenza, se all'orizzonte si profilasse il rischio di una brusca frenata, il governo interverrebbe in maniera massiccia sull'economia, o comunque adotterebbe provvedimenti per rallentare la transizione verso il nuovo modello di crescita allo scopo di evitare l'eventualità che questa cada in recessione.

A cura di: Paola Sacerdote
Parole chiave: Cina, economia, riforme, crescita
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