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Tassi: Fed, primo rialzo dal 2023, l’ombra dell'inflazione si allunga

Il dot plot segnala almeno un ulteriore rialzo dei tassi entro il 2026. I mercati, tuttavia, scontano una traiettoria più restrittiva per il 2027. Dopo l’annuncio della Fed sono scesi gli asset rischiosi e la curva dei Treasury si è appiattita, con particolare pressione sui titoli biennali.

23/09/2026
mano che indica un grafico con curva in salita
Fed rialza i tassi per la prima volta dal 2023: cosa significa per l'inflazione

La Federal Reserve torna a stringere la politica monetaria. Il Federal Open Market Committee ha deciso all'unanimità, con 12 voti favorevoli e nessun contrario, di aumentare i tassi di 25 punti base, portando il range di riferimento al 3,75%-4%. Si tratta del primo rialzo dal luglio 2023, dopo una fase nella quale la Fed aveva invece ridotto il costo del denaro per complessivi 175 punti base. La decisione (a dispetto di quanto auspicato dalla Casa Bianca) era attesa dai mercati ed è stata motivata principalmente dalla persistenza dell'inflazione. A contribuire alle pressioni sui prezzi sono anche i rincari del petrolio, tornato sopra i 100 dollari al barile nel contesto delle tensioni in Medio Oriente.

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Inflazione ancora lontana dall'obiettivo

La Fed ha ribadito che “l’inflazione rimane elevata” e che l'intervento punta ad accelerare il ritorno verso l'obiettivo del 2% che, sulla spinta delle componenti energetiche, si è allontanato. Le nuove proiezioni dei membri del FOMC, infatti, indicano per quest'anno un'inflazione al 3,7%, mentre quella core è prevista al 3,4%. Entrambe le stime sono state per altro riviste al rialzo di un decimo rispetto alle precedenti previsioni. La Banca centrale statunitense prevede tuttavia una progressiva discesa dell’indice dei prezzi al consumo: nel 2027 il dato complessivo dovrebbe scendere al 2,3%, mentre quello core al 2,5%. Il ritorno al target del 2% però non è atteso prima del 2029.

Un altro rialzo nel 2026

Il cosiddetto dot plot, che raccoglie le indicazioni dei singoli membri del FOMC, mostra una Fed ancora orientata alla lotta contro l'inflazione. Secondo RBC BlueBay, 16 dei 18 partecipanti alle proiezioni indicano almeno un ulteriore rialzo entro la fine del 2026, mentre quattro ne prevedono addirittura due. Per il 2027, invece, le proiezioni ufficiali non indicano ulteriori aumenti. È proprio su questo punto che emerge la differenza tra la previsione della Federal Reserve e le attese dei mercati finanziari. Secondo Andrzej Skiba, head of U.S. fixed income di RBC BlueBay, gli investitori stavano già scontando quattro rialzi entro la fine del 2027, contro i due rialzi complessivamente indicati dai dot plot.

Fed più restrittiva, apre la strada per ulteriori rialzi

Questa lettura parte da un elemento preciso: la comunicazione della Fed è più restrittiva, ma gran parte di questo cambiamento è già incorporato nei prezzi di mercato. Skiba sottolinea in particolare il tono del presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha mostrato fiducia nelle prospettive dell'economia Usa e determinazione nel riportare l'inflazione sotto controllo. Secondo l'analista, Warsh ha inoltre sostenuto che i tassi non si trovano ancora in territorio restrittivo parlando della necessità di “rimuovere parte dell'accomodamento monetario”. Per RBC BlueBay, il messaggio apre la strada a ulteriori rialzi, ma la reazione dei mercati va letta tenendo conto delle aspettative già incorporate.

Treasury sotto pressione, curve più piatte

La prima reazione è stata negativa per gli asset rischiosi. Le curve dei Treasury si sono appiattite bruscamente e i titoli biennali hanno registrato una performance peggiore dopo l'annuncio della Fed. RBC BlueBay ritiene però che, dopo questo primo aggiustamento, la chiarezza della comunicazione della Fed possa sostenere i Treasury sulle scadenze più lunghe. In altre parole, secondo l'analisi, il messaggio della Fed è più aggressivo sul breve periodo, ma il mercato ha già incorporato una traiettoria dei tassi persino più restrittiva di quella indicata ufficialmente per gli anni successivi. Il quadro che emerge è quindi quello di una Fed nuovamente concentrata sul controllo dei prezzi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

tassi fed inflazione
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