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TCW: intelligenza artificiale, fenomeno in crescita

01/07/2020

TCW: intelligenza artificiale, fenomeno in crescita

Dopo la tempesta della pandemia da coronavirus, molti investitori si interrogano su quali settori offrano le migliori potenzialità. È un tema su cui gli analisti si sono lanciati in massa, poiché il Covid-19 ha rivoluzionato alla base molti aspetti dell’economia, modificandone l’orizzonte a breve e a lungo termine. Tra di loro c’è un’opinione comune: molti ritengono che l’innovazione sia il sentiero da seguire nelle scelte d’investimento. In particolare, segnalano, bisogna puntare sulle applicazioni che potrà avere nella nostra vita quotidiana l’intelligenza artificiale (AI).

Prospettive di crescita “estremamente convincenti” nell’AI

“Le prospettive di crescita a lungo termine per gli investimenti in intelligenza artificiale restano estremamente convincenti”. Lo sostiene Jeffrey Lin, gestore del fondo TCW Funds Global Artificial Intelligence Equity, secondo cui - pur riconoscendo che l’epidemia avrà effetti dirompenti a breve termine sull’economia, “pensiamo che le imprese con un approccio unico e innovativo all’AI cresceranno a ritmi più veloci e otterranno margini di redditività superiori alla media, nel lungo periodo”. Il fondo sta per questo monitorando il ruolo dell’AI nella risposta al Covid, sia per quanto riguarda quelle a breve termine (prese per adattarsi alla situazione), sia – “e questo è l’aspetto ritenuto più cruciale – a livello di come le aziende e i consumatori stanno modificando comportamenti a lungo termine”.

I 4 settori chiave: sanità, e.commerce, smart working e gaming

“L’accelerazione della trasformazione digitale è a nostro avviso – precisa Lin - un elemento chiave di questo cambiamento comportamentale”. L’analisi del gestore si è quindi concentrata su “quattro ambiti di applicazione dell’AI che hanno ricevuto, in questa fase, una spinta proprio grazie alle trasformazioni innescate dalla pandemia”: healthcare (sanità), smart working (telelavoro), e.commerce e gaming (intrattenimento).

Healthcare: Intel e NVIDIA già in pista

Nella sanità il gestore cita alcuni esempi, come la collaborazione annunciata da Intel (produttore di chip) con le cinesi Lenovo e BGI Genomics, volta a utilizzare l’AI e il calcolo ad alte prestazioni per accelerare l’analisi delle caratteristiche genomiche del virus. Un altro esempio è NVIDIA che, pur essendo tradizionalmente nota come azienda di gaming, ha sottolineato l’uso crescente delle sue tecnologie nell’healthcare. “L’azienda – rileva Lin - non considera questa tendenza come un evento eccezionale e ha dichiarato che sta cercando di implementare la propria piattaforma NVIDIA CLARA, che potrà essere utilizzata contro future epidemie virali, attraverso modelli basati sull’AI per il rilevamento dei virus e telecamere e microfoni per l’imaging supportato da AI, da utilizzare negli ospedali”. Inoltre, aggiunge, “al momento, l’uso dell’AI e del machine learning nello sviluppo dei farmaci è solo agli inizi, ma consideriamo questa come un’area da tenere d’occhio, per il suo potenziale di riduzione dei tempi e dei costi di R&S”.

Smart working, il boom di Zoom ha aperto la strada

Nel mercato del lavoro stiamo assistendo in tempo reale ad uno straordinario test per le applicazioni e i processi di smart working: potrebbe essere l’inizio di un’adozione più diffusa. L’azienda che ha sviluppato il software per videoconferenze Zoom ha già annunciato di voler aumentare fortemente gli investimenti nel cloud e nelle infrastrutture di calcolo, per far fronte a un utilizzo passato da 10 milioni a 300 milioni di sessioni al giorno. Proprio grazie ad applicazioni come Zoom, così come a numerosi altri modelli di business SaaS (Software as a service) esistenti – molti dei quali impiegano l’AI – i datori di lavoro sono stati in grado di mettere a disposizione dei dipendenti un’architettura di telelavoro in sole due settimane. “Una maggiore diffusione dello smart working può tradursi – secondo Lin - in un maggior utilizzo di infrastrutture digitali che utilizzano l’AI”.

E-Commerce: il Covid ha fatto lievitare lo shopping digitale

Per quanto il settore possa ormai apparire pervasivo, l’epidemia COVID-19 è stata per molti la prima occasione per avvicinarsi a questo canale in modo significativo. Il temporaneo sconvolgimento economico, sembra anche aver accelerato la scomparsa di modelli di business inefficienti e arcaici nel comparto commerciale. “Crediamo – afferma il gestore di Twc - che l’eliminazione di queste attività permetterà di aumentare le opportunità di business per le piattaforme di e-commerce e per i retailer lungimiranti che hanno investito in soluzioni ad alta tecnologia basate sull’AI, come pubblicità mirata, automazione e piattaforme di consegna”.

Intrattenimento: il successo nel lockdown è destinato a durare

Il gaming è un altro settore che sembra essere maturo per un’ulteriore espansione, a seguito della pandemia. L’audience sull’applicazione di streaming per videogame Twitch e su Amazon ha registrato un immediato aumento durante la crisi ed è rimasta da allora a livelli elevati, un dato statistico promettente per queste aziende con ampie necessità di calcolo e orientate all’AI. “Netflix ha comunicato picchi di utilizzo simili e un’accelerazione della crescita degli abbonati, un ennesimo segno – sottolinea Lin - della progressiva diffusione di modelli di home entertainment che si affidano fortemente alla tecnologia AI”.

A cura di: Fernando Mancini
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