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Caccia ai settori che traineranno la Borsa Usa

15/11/2017

Secondo la maggior parte dei gestori di fondi, la riforma fiscale negli Stati Uniti dovrebbe portare un’espansione del ciclo di business a beneficio di tutte le società. Banche, aziende helathcare e small cap potrebbero essere le più favorite

Questo permetterà alla Fed di attuare un restringimento monetario più aggressivo, che potrebbe potenzialmente includere una più rapida riduzione del bilancio. La risultante crescita economica (il Governo Usa punta al 3%) enfatizzerebbe le strategie value a spese di quelle growth. I tassi di interesse dovrebbero salire favorendo i titoli finanziari in generale, in particolare le banche.

 Le banche americane potranno beneficiare delle minori pressioni normative. Questo ha consentito loro di iniziare a restituire più capitale agli azionisti. Se Trump riuscirà a implementare la riforma fiscale, le aziende con un’elevata esposizione domestica potranno trarre maggiore beneficio dai tagli fiscali, a vantaggio delle aziende minori negli Stati Uniti. Aliquote più basse sul settore corporate dovrebbero avvantaggiare le azioni domestiche, in particolare quelle nei settori industriali e finanziari, e alcune small cap che si basano maggiormente sull’economia domestica.

Comunque, è probabile che per controbilanciare questa reazione la Federal Reserve dovrà alzare i tassi e ciò metterà pressione sui titoli legati ai consumi e sul mercato immobiliare. Al momento sembra che il cambiamento riguardante la deducibilità degli interessi sarà relativamente modesto. Le imprese con capex maggiore, come quelle energetiche, industriali e dei materiali beneficerebbero dell’immediata dismissione del capex che è stata proposta.

Il rientro a una tassazione più bassa dei guadagni ottenuti all’estero favorirà le compagnie con grandi quantità di contante offshore, ossia principalmente compagnie tecnologiche e dell’healthcare. L’incremento della spesa nelle infrastrutture porterà vantaggi ai titoli del settore edilizio e dei trasporti.

Tra le asset class, le small-cap hanno strutture fiscali più elevate e il risparmio da aliquote fiscali inferiori andrebbe ad arricchire direttamente gli utili societari. Il dollaro, per contro, dovrebbe rafforzarsi favorendo ulteriormente proprio le small-cap, le cui vendite avvengono principalmente negli Stati Uniti.

Le grandi multinazionali potrebbero subire, invece, un impatto negativo per via del dollaro più forte e della riduzione dell’export. Qualsiasi condono fiscale sul rimpatrio di capitali dovrebbe beneficiare molte società tecnologiche, settore che detiene di gran lunga le più ampie riserve offshore. Al contrario, una tassa sulle importazioni penalizzerebbe le industrie statunitensi e le società con impianti di produzione all’estero.

Una regolamentazione più leggera, unita alla riforma fiscale in programma e a finanziamenti per le infrastrutture dovrebbero contribuire a una crescita del mercato in generale, anche se le politiche isolazioniste (la volontà di ridiscutere il Nafta, l’uscita dalla Tpp, regole più stringenti per gli scambi con la Cina) avranno sicuramente ripercussioni negative in diversi campi. La riforma sanitaria non è stata implementata sino a questo momento ma Trump potrebbe continuare a criticare i prezzi alti dei prodotti farmaceutici. 

Più nel dettaglio, la cancellazione dell’Obamacare e la lotta ai prezzi eccessivi di alcuni medicinali – oggetto di critiche da parte di Trump – freneranno tutte le strutture sanitarie e le case farmaceutiche che beneficiavano dei sussidi derivati dall’Aca.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: riforme, usa, settori, banche
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