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Le diverse facce del debito

27/03/2019

Le diverse facce del debitoL’agenzia di rating Standard and Poor’s ha passato in rassegna le nuove emissioni di debito che i paesi appartenenti alle diverse fasce di rating emetteranno nel corso del 2019.

In un report di recente pubblicazione, l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha stimato che il debito quotato di tutti i paesi del mondo inclusi nella sua attività di continuo monitoraggio del livello di affidabilità creditizia, si posizionerà alla chiusura dell’anno in corso a circa 50.000 miliardi di dollari (corrispondenti a circa 44.112 miliardi di euro).

Se queste stime troveranno conferma nei valori riassuntivi di fine anno, il tasso di crescita del volume complessivo di debito scandagliato da Standard and Poors si attesterà al 3,2% e l’incremento sarà di circa 7.780 mld di biglietti verdi (6.860 mld di euro).

Il 70% di questo incremento, equivalente a 5.500 mld di usd, sarà utilizzato per operazioni di rifinanziamento di titoli che giungeranno a scadenza. Le necessità di finanziamento nette a livello globale si posizioneranno nel 2019 a circa 2.600 miliardi di dollari, volume pari al 2,6% del Prodotto interno lordo dei paesi che vengono messi sotto osservazione dall’agenzia.

All’interno del report, il team di Standard and Poor’s ha sottolineato che un’ampia maggioranza del volume complessivo di debito emesso durante il 2019 arriva da quei paesi facenti parte dell’universo ‘investment grade’, ovvero Stati che offrono buone chance agli investitori di incassare le cedole promesse e rientrare in possesso del capitale investito alla scadenza naturale dei titoli di debito acquistati.

In particolare, dettaglia il team, il 6% dei volumi farà riferimento a emissioni effettuate da paesi qualificati con la tripla A e il 45% sarà emesso da paesi che godono di uno dei diversi rating di tipo AA. A livello globale, i volumi emessi da paesi che possono contare su livelli di affidabilità creditizia non investment grade (noti come junk) equivarranno al 6% del totale.

Per quanto riguarda i singoli paesi, gli Stati Uniti e il Giappone accumulano il 60% del volume di debito emesso nel 2019 rispettivamente con 2.860 mld di usd e 1.740 mld di usd. Al terzo posto si posiziona la Cina, che emetterà un totale di 650.000 mln di usd, seguita da Italia, Francia e Brasile con oltre 200 mld di usd ciascuno.

In un altro documento di recente pubblicazione, Standard and Poor’s ha sostenuto che i 19 paesi appartenenti all’eurozona emetteranno nuovi titoli per un ammontare complessivo di 881 mld di euro. Di questo ammontare, l’82% sarà destinato a rifinanziare il debito sovrano a lungo termine giunto a scadenza. Le necessità nette di finanziamento si attesteranno a 162 mld di euro.

Questo livello di nuove emissioni -stando ai dati raccolti ed elaborati dal team dell’agenzia di rating- sarà il più basso dell’ultimo decennio, leggermente superiore solo a quelli relativi al 2016 e al 2018. La necessità di finanziamento è la più contenuta dal 2007.

Passando all’universo dei paesi emergenti, i venti Stati che l’agenzia include in questo segmento emetteranno nel corso dell’anno 1.400 mld di usd di debito, dato che equivale a un incremento del 5,6% rispetto al 2017. La presenza di conti pubblici meno equilibrati rispetto ai paesi industrializzati fa si che le necessità di finanziamento di questo gruppo equivalgano alla metà del totale delle emissioni. Il restante 50% sarà destinato a rifinanziare le scadenze dei titoli di debito a lunga scadenza.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: rating, emissioni, titoli, sovrani
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