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Borsa: l’attenzione si sposta sui titoli value

La ripresa dell’economia dovrebbe favorire maggiormente i titoli small cap e, soprattutto, le azioni value. Lo prevedono gli esperti di T. Rowe Price, i quali suggeriscono di spostare l’attenzione sui finanziari e sulle materie prime. Perde invece fascino il settore IT.

18/05/2021
Analisi su orientamento dei mercati azionari di T. Rowe Price

L’economia mondiale sta rapidamente voltando pagina: la crisi più profonda dell’emergenza sanitaria sta infatti lasciando sempre più spazio alla speranza collegata al successo registrato dalla campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Per ora in vantaggio nella corsa all’immunità di gregge ci sono gli Stati Uniti e il Regno Unito, ma gli altri Paesi avanzati stanno recuperando terreno. Questi progressi sul fronte della lotta alla pandemia hanno molteplici effetti dal punto di vista della congiuntura: permetteranno di riaprire gradualmente le attività, ridare fiducia ai consumatori e, di riflesso, dovrebbe migliorare la domanda.

Le basi per una robusta ripresa

Ci sono dunque tutti i presupposti per un robusto rimbalzo del ciclo economico. Per il 2021, grazie agli stimoli fiscali e monetari di portata storica varati dai Governi per fare fronte alla crisi, molti economisti prevedono la crescita del Pil mondiale più elevata degli ultimi decenni. Un’accelerazione che comporta anche degli stravolgimenti dello status quo cui ci eravamo abituati. Quest’anno, per esempio, abbiamo già visto aumenti dell’inflazione, dei rendimenti dei titoli di Stato, dei prezzi di materie prime e dell’energia: una crescita sostenibile potrebbe determinare ulteriori rialzi nel medio-lungo termine.

T. Rowe Price, opportunità nei segmenti più trascurati

Alla luce di questo quadro, secondo Yoram Lustig, head of multi-asset solutions EMEA di T. Rowe Price, vale la pena considerare le opportunità offerte da segmenti trascurati durante la pandemia e che ora possono trarre beneficio dalla ripresa, come i titoli small-cap e value, con una particolare enfasi su questi ultimi. (società attive in settori stabili e, per questo, caratterizzate da un trend contenuto dell’utile). Dietro questa considerazione c’è il fatto che, nella prima fase della pandemia, i titoli small-cap e value hanno sottoperformato rispetto agli altri comparti del mercato, penalizzati dai lockdown e dall’incertezza economica.

Il diverso andamento di small-cap e value

Il loro comportamento nel post-emergenza è stato però differente. Col ritorno dell’ottimismo, le small-cap hanno recuperato più in fretta rispetto ai value, superando ampiamente i titoli large-cap. Per contro, le azioni value hanno solo iniziato a riguadagnare il terreno perso rispetto a quelli growth nel 2020. Questa diversa reazione è stata molto influenzata dal calo dei tassi d’interesse, fattore zavorra per il settore finanziario, importante componente del comparto value. Ora, secondo Lustig, in un contesto di aumento dei tassi, inflazione più alta e crescita economica, l’attesa è che i value ricevano supporto. Per questo l’esperto ritiene che il comparto abbia il maggiore potenziale di rialzo nei prossimi mesi.

La riscoperta dei finanziari, l'IT perde smalto

Ma su quali settori il faro dovrebbe accendersi? Sicuramente, con la progressiva riapertura dell’attività e il prevedibile ridimensionamento dello smart working, connessioni da remoto e shopping online, i titoli IT risultano oggi meno interessanti. Al contrario, secondo Lustig, a fronte dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, le banche trovano più spazio per maggiori guadagni. Un altro fattore da non sottovalutare è la duration, o sensibilità all’andamento dei tassi, dei titoli value e growth. In sostanza, in genere le azioni growth pagano dividendi inferiori di quelle value. Di riflesso, i potenziali flussi di questi ultimi sono spostati più avanti nel tempo rispetto a quelli dei value.

L’attenzione anche sulle commodity

Una crescita economica solida di solito genera aumento della domanda di materie prime, in particolare di petrolio, migliorando le prospettive per il settore energetico. Ciò può rappresentare un altro elemento favorevole per il value, vista la sua maggiore esposizione a questo comparto. Dopo oltre un decennio di sovraperformance del growth sul value, per Lustig il 2021 potrebbe essere l’anno dell’inversione. Tuttavia, l’esperto suggerisce agli investitori di bilanciare i due stili all’interno dei portafogli, con un sovrappeso tattico sui titoli value: è un modo ragionevole per diversificare mitigando il rischio di ‘rimpiangere di avere erroneamente preferito uno stile all’altro’.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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