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Schroders: il Covid lascerà cicatrici sull’economia

Come sarà l’economia nel post pandemia? Gli esperti di Schroders hanno cercato di stimare gli effetti che questa sta avendo sulla domanda, sulle linee di produzione e sull’occupazione. La ripresa, sostengono, sarà comunque meno impervia del previsto.

20/04/2021

L’economia globale dovrebbe rafforzarsi notevolmente quest’anno, con la fine delle restrizioni. Anche se con tutta probabilità il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine persisteranno, la riapertura del settore dei servizi dovrebbe portare alla crescita del Pil più rapida dell’ultima generazione. Si tratta di uno scenario molto positivo quello atteso dagli investitori e gli esperti di Schroders hanno cercato di capire cosa potrebbe esserci in serbo quando le ‘acque’ della pandemia si calmeranno.

Tre domande chiave su come sarà il post-pandemia

La contrazione dell’economia nel 2020 è stata simile a quella della Grande Depressione degli anni ’30. Se torneranno i livelli di attività pre-pandemia, gli effetti recessivi dovrebbero essere limitati. È quanto stima Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders, secondo cui i modelli di consumo potrebbero normalizzarsi velocemente e, sul lato dell’offerta, le competenze perse potrebbero essere riottenute in breve. Per valutare rapidità e portata della ripresa l’esperto ha cercato di rispondere a tre domande chiave: 1) quali sono state le cause della recessione 2) se ci sono disequilibri significativi che devono essere corretti 3) Disruption: come saranno i modelli di spesa post-pandemia.

Il recupero sarà rapido con la fine della ‘guerra’

L'attuale rallentamento è legato ad uno shock esogeno, dato che il Covid ha fermato l’economia mondiale, in modo simile a una guerra: una volta finita, l’economia dovrebbe normalizzarsi rapidamente. Il contrario di quanto avvenuto nella precedente recessione, con la crisi finanziaria del 2008-09, che è stata endogena dato che ha avuto origine nel sistema finanziario. Le riprese da cadute simili richiedono più tempo, poiché il sistema economico deve risanarsi prima di poter tornare a crescere. Dopo la crisi finanziaria, per esempio, banche e famiglie dovettero rafforzare i propri bilanci, e la spesa dei privati limitata. Il risultato è stata una ripresa fragile e lenta. Da questo punto di vista la ripresa oggi dovrebbe essere migliore di 10 anni fa. Nello specifico, Wade si aspetta che l’attività torni sui livelli pre-crisi nel secondo trimestre negli USA e nel quarto trimestre del 2022 nel Regno Unito.

La pandemia ha creato notevoli disequilibri

L’impatto sui deficit pubblici è stato enorme e simile a quello della crisi finanziaria globale. I dati del FMI mostrano che il debito pubblico dei Paesi del G20 si trova su livelli simili a quelli successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Sembrerebbe che i Governi abbiano imparato la lezione dalla crisi finanziaria e che non stiano pianificando un inasprimento delle politiche fiscali per risanare le finanze pubbliche. Tale posizione ha senso, ma perché sia sostenibile necessita di un periodo esteso di bassi tassi di interesse. Le famiglie non sembrano essere sotto pressione, visto il notevole aumento dei risparmi durante la pandemia e la crisi sembra aver avuto effetti importanti sulle fasce a basso reddito. Il settore privato invece ha sollevato più preoccupazioni, con le banche che hanno concesso moratorie per sostenere le aziende. Ciò lascerà un’eredità di NPL che, secondo Wade, dovrà essere risolta.

Come saranno i modelli di spesa post-pandemia

Il terzo quesito riguarda quanta riorganizzazione delle risorse sarà necessaria per soddisfare i nuovi modelli di spesa. Prevedere la domanda futura è sempre difficile, se non altro perché – stima Wade - non si conoscono molti dei prodotti che verranno creati, né come gli shock futuri impatteranno sulla spesa. La solida tenuta del settore industriale nel corso della pandemia implica che il focus sarà sulla ripresa dei settori più impattati, come vendite al dettaglio, viaggi, alloggi, arti e intrattenimento. È possibile che alcuni cambiamenti introdotti dal lockdown diventeranno permanenti, come il lavoro da remoto. Ciò avrebbe un effetto non solo sui trasporti, ma anche sulle vendite al dettaglio, portando potenzialmente a un ripensamento dei distretti commerciali nelle città. È possibile immaginare la ripresa dei viaggi (al netto degli effetti dei meeting virtuali sui viaggi di lavoro).

Robotica e IA per una maggiore produttività

Sul lato dell’offerta, secondo la previsione di Schroders, diverse aziende falliranno, ma business come compagnie aeree e hotel con notevoli costi fissi cercheranno di massimizzare i passeggeri e gli ospiti. Questo potrebbe risultare in una combinazione di volumi più alti e prezzi più bassi, e potrebbe stimolare la produttività. Nel settore delle vendite al dettaglio, l’ascesa dell’e-commerce ha accelerato un trend che era in atto da tempo, con diversi negozi che hanno dichiarato che non riapriranno con la fine delle restrizioni. Ciò farà aumentare la disoccupazione, ma a livello macro, a meno che non vedremo un crollo delle spese al dettaglio, la produttività aumenterà. A dare un’ulteriore spinta alla produttività sarà l’adozione crescente di robotica e intelligenza artificiale, la cosiddetta quarta rivoluzione.

Ripresa meno impervia rispetto alle recessioni passate

In conclusione, la pandemia avrà effetti duraturi e gran parte degli economisti si aspettano una riduzione dei trend di crescita, con la chiusura di aziende e più disoccupazione. Nonostante queste incertezze, Wade si dice ottimista, soprattutto per le economie come USA e Regno Unito, che hanno mercati del lavoro flessibili. Più in generale, si aspetta che le autorità manterranno il supporto monetario e fiscale e ciò dovrebbe portare a una ripresa più rapida e limitare l’impatto sulla crescita. Sul lato della produttività, la riallocazione delle risorse sarà dolorosa, ma permetterà alle aziende di diventare più efficienti, con una maggiore adozione di tecnologia: tutti fattori che indicano che la strada per l’economia mondiale sarà meno impervia rispetto alle recessioni del passato.

A cura di: Fernando Mancini

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