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TCW: il Covid ha dato luce all’economia del 2030

19/10/2020

TCW: il Covid ha dato luce all’economia del 2030

La pandemia da coronavirus ha accelerato alcune dinamiche già in atto, spostando in avanti di almeno un decennio le lancette dell’economia. O, per lo meno, sta anticipando quello che gli analisti avevano previsto per l’attività delle imprese per il 2030. Intanto tutti i mercati navigano a vista, incastrati tra un livello eccezionalmente alto di incertezza economica, controbilanciato da un livello altrettanto straordinario di azioni delle Banche centrali volte a sopprimere la volatilità. Nel mentre gli investitori cercano di individuare quali sono le strade potenzialmente più promettenti.

Le conseguenze del boom dell’e-commerce

Le conseguenze economiche della crisi innescata dal Covid-19 sono e saranno di ampia portata. È quanto sostiene Tad Rivelle, chief investment officer fixed income di TCW, sottolineando “che sia ragionevole concludere che, per molti settori e industrie, la pandemia sta dando luce all’economia del 2030, quasi in tempo reale”. L’esperto ha scattato una fotografia su quali siano i principali rischi da evitare per proteggere il capitale nel contesto attuale. Secondo Rivelle bisogna evitare di mettere nei portafogli quelle industrie e quei settori che saranno meno necessari (o meno di valore) nel 2030. Ad esempio, l’accelerazione straordinaria dell’e-commerce col lockdown ha messo sotto scacco l’industria delle vendite al dettaglio, il real estate commerciale e diversi comparti che dipendono dagli acquisti fisici.

L’edilizia per gli uffici meno appetibile

Un altro impatto rilevante che sta avendo la crisi attuale è quello sull’edilizia, in particolare quella relativa alle imprese. Gli spazi dedicati agli uffici, ha osservato Rivelle, sono infatti risultati meno indispensabili per la condotta del business in aree come il legal, la tecnologia, le pubbliche relazioni, i call center, la finanza, eccetera. Per tutte queste attività è molto difficile immaginare che gli uffici non vengano riprezzati notevolmente al ribasso. Inoltre potrebbero volerci molti anni poi per altre attività, come i viaggi di lavoro, per riprendersi dal crollo che hanno subito durante l’apice dell’emergenza, sempre ammesso che si riprendano veramente.

Quali titoli/aree appaiono più attraenti?

L’esperto di TCW risponde di essere favorevole ad aumentare l’esposizione ad agency MBS (Mortgage Backed Securities, titoli garantiti da ipoteche su immobili) con cedole più basse, specialmente nel format TBA, per via dei benefici considerevoli offerti dai tassi di finanziamento impliciti nel mercato TBA. Oltre allo spread sulle agency MBS, questo ulteriore vantaggio aggiunge circa 50-75 punti base l’anno ai rendimenti sui posizionamenti in agency MBS. Inoltre, Rivelle conta di continuare a detenere alcuni crediti di società con bilanci estremamente solidi, che la TWC ha aggiunto durante il crollo di marzo/aprile nel credito, ad esempio Exxon e alcune banche money center.

Qual è l’outlook per l’obbligazionario da qui a fine anno?

Le asset class il cui pricing è valutato come essenziale dalla Fed per fornire stimoli (come ad esempio Treasury, agency MBS e potenzialmente il credito investment grade), secondo Rivelle resteranno sotto l’ombrello protettivo della Banca centrale statunitense, a prescindere dai contraccolpi della crescita economica. Di conseguenza l’esperto non prevede alcun rialzo sostanziale dei tassi e alcun allargamento degli spread in queste asset class. Tuttavia, per alcuni prodotti come le CMBS (Commercial Mortgage-Backed Securities, titoli garantiti da ipoteche commerciali), e i mutui ipotecari non qualificanti RMBS (Residential Mortgage-Backed Security, cartolarizzazioni di ipoteche residenziali) prevede un rapido deterioramento del loro valore.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: tcw, economia, coronavirus, ecommerce
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