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Risparmio, l’alternativa dei Fondi comuni d’investimento

19/01/2016

Risparmio, l’alternativa dei Fondi comuni d’investimento

I risparmiatori sono sempre alla ricerca di forme di investimento sicure e remunerative. I fondi comuni di investimento costituiscono un tipo di risparmio gestito tra i più comuni e maggiormente richiesti dagli italiani.

Si tratta di patrimoni collettivi formati dai capitali messi a disposizione da una pluralità di sottoscrittori e utilizzati per acquistare strumenti finanziari come azioni e obbligazioni. Ogni investitore detiene un numero di quote proporzionali all'importo che ha versato.

Secondo Assogestioni sono investiti in fondi comuni circa 445 miliardi di euro: di questi, il 71% è detenuto presso la clientela Mass-Affluent (con patrimoni finanziari inferiori a 50 mila euro) e il 29% da clientela Private. La stessa associazione evidenzia che il canale preferito per acquistarli sono gli sportelli bancari a cui è possibile attribuire il 68% del patrimonio collocato, mentre ai promotori finanziari si attribuisce il rimanente 32%.

Il compito di gestire e avviare il fondo è attribuito alle SGR, Società di Gestione del Risparmio: la gestione comporta un costo che viene corrisposto dai fondisti – coloro che investono nelle attività del fondo – a cadenza semestrale, trimestrale o mensile. Un ulteriore importo da versare è la commissione d’ingresso (o di sottoscrizione) che viene pagata al momento del primo versamento, che è inversamente proporzionale all’entità del proprio investimento.

Tra i fondi più diffusi ci sono quelli azionari e obbligazionari. I primi sono composti principalmente da azioni e sono in genere più rischiosi, ma tendono a garantire rendimenti più elevati. I secondi investono prevalentemente in obbligazioni ordinarie e in titoli di Stato: hanno il vantaggio di essere meno rischiosi ma lo svantaggio della minor redditività.

In un periodo delicato per i mercati finanziari, i fondi possono essere anche per i piccoli risparmiatori un ottimo strumento sul quale indirizzare i risparmi. Rispetto a un investimento diretto in azioni o obbligazioni, il vantaggio del fondo è l’accesso alla diversificazione di portafoglio. Chi decide di acquistare quote del fondo comune investe infatti in diversi titoli e in vari mercati, riducendo così il fattore rischio: in questo caso l’andamento negativo della singola attività finanziaria non può influenzare significativamente l’intero paniere.

L’affidabilità dei prodotti è assicurata dal controllo della Banca d’Italia e della Consob che vigilano entrambe sul rispetto delle norme al fine di tutelare gli investitori. Inoltre, il patrimonio del fondo è separato da quello della società che lo gestisce.

Il risparmiatore sa sempre quanto valgono i fondi acquistati in quanto il valore giornaliero è pubblicato sui principali mezzi di informazione, consentendo al sottoscrittore di monitorare l’andamento dei propri investimenti.

A cura di: Paola Campanelli
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