Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Cina e Giappone vendono Treasury a ritmi record

04/10/2016

Cina e Giappone vendono Treasury a ritmi record

Le ripercussioni sui rendimenti dei Treasury Bond si sono già fatte sentire e il trend potrebbe mettere in discussione sia la politica monetaria della Fed che i progressi dell’economia reale

Le banche centrali di Cina e Giappone, i principali possessori di titoli di stato nordamericani, stanno cominciando a perdere l’appetito evidenziato negli ultimi anni per le emissioni di Treasury Bond. Il fenomeno è ben visibile nei dati pubblicati dal Tesoro Usa e dalla Federal Reserve: durante gli ultimi tre trimestri questa tipologia di asset, in custodia presso la banca centrale statunitense, ha registrato la più intensa diminuzione dei volumi complessivi. Tale dinamica ha subito una decisa accelerazione nell’ultimo trimestre ed ha determinato un incremento dei rendimenti offerti dal Tesoro Usa.

I dati diffusi dalla Fed dimostrano come, nella seconda settimana di settembre, le banche centrali dei due paesi asiatici e altri investitori istituzionali esteri che mantengono i propri assets di debito pubblico statunitense sotto la supervisione della Fed, hanno venduto 12.214 mln di usd di Treasury bond.

Alla chiusura delle negoziazioni del 21 settembre, la banca centrale guidata da Janet Yellen custodiva un ammontare totale di 2.820 miliardi di usd in titoli di stato, più di 194.000 mln in meno rispetto a dodici mesi addietro. Nel corso del primo semestre dell’anno, i possessori stranieri ufficiali di Treasury bond hanno venduto approssimativamente 100.000 mln di Treasury. Nel terzo trimestre del 2016 – appena conclusosi- le vendite hanno raggiunto i 78.000 mln di usd.

Il ritmo delle vendite fin qui registrato dall’inizio del 2016 è il più elevato dal 2002 e quadruplica le quantità totali relative agli ultimi anni (secondo i dati in possesso della Federal Reserve). Gli esperti sostengono che se il trend in atto non dovesse rallentare, le vendite genereranno un’ondata di volatilità crescente nel segmento del reddito fisso e condizioneranno la stessa economia degli Stati Uniti.

Stando ai dati elaborati dal Congresso americano, il deficit statunitense raggiungerà il 4,6% del Pil nel 2026. Questa percentuale implica che il debito pubblico del paese ingrasserà fino a raggiungere quota 10.000 miliardi di usd nel prossimo decennio. In assenza di una domanda –proveniente dall’estero- sufficientemente sostenuta da assorbire le nuove emissioni di titoli di stato, i costi di finanziamento da sostenere per il Governo del paese corrono il rischio di subire un’impennata.

Questo fenomeno ha ancora maggiori probabilità di materializzarsi se si pensa che la Federal Reserve dovrebbe procedere, nei prossimi anni, nella direzione che porta alla normalizzazione del costo del denaro. Fino a questo momento, il rendimento del Treasury bond con scadenza a dieci anni è risalito fino all’1,58% (rispetto ai minimi dell’1,35% toccati a luglio).

La vendita di titoli di stato da parte di banche centrali e investitori stranieri ha fatto sentire i suoi effetti sui conti pubblicati dal Dipartimento del Tesoro Usa. La Cina, il principale creditore degli Usa, possedeva alla fine di luglio 1.210 mld di Treasury Bond, 50.000 mln di dollari in meno rispetto a quanto dichiarato nello stesso periodo del 2015.

Il paese del Sol Levante, il secondo possessore di titoli di stato nordamericani, ha ridotto di 46.200 mln di usd il suo portafoglio di Treasury, che alla fine di luglio faceva segnare un totale di 1.115 miliardi di usd.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: treasury, cina, giappone, debito, vendite
Come valuti questa notizia?
Cina e Giappone vendono Treasury a ritmi record Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Petrolio, tanti vantaggi dall'accordo
Notizia successiva »
La Bce prepara un cambio di rotta
ARTICOLI CORRELATI
Brasile, si spera nelle elezioni per scongiurare la crisi del debito pubblicato il 5 ottobre 2018
Un margine ristretto per il debito pubblico italiano pubblicato il 11 ottobre 2018
Portafogli anti volatilità pubblicato il 16 ottobre 2018
Il rialzo dei tassi Usa non è affatto recente pubblicato il 16 ottobre 2018
Rialzo dei tassi, le ragioni di Trump pubblicato il 17 ottobre 2018